Un esperto istruttore subacqueo di 67 anni ha perso la vita sul celebre relitto dello Zenobia, a Cipro. Nonostante l’allarme immediato lanciato dai suoi allievi e il rapido intervento dei soccorsi coordinati dal JRCC, l’uomo è deceduto prima di raggiungere l’ospedale. Le autorità locali hanno aperto un’inchiesta per accertare le cause del decesso.
La comunità subacquea internazionale è scossa dalla notizia della scomparsa di un istruttore greco-cipriota di 67 anni, deceduto la mattina del 7 marzo 2026. Il tragico evento si è consumato durante un’immersione guidata sul relitto dello Zenobia, situato al largo di Larnaca, Cipro, una delle mete più frequentate e rinomate dai subacquei di tutto il mondo.
La dinamica dell’incidente e i soccorsi
Secondo le ricostruzioni ufficiali, l’emergenza si è palesata mentre l’istruttore stava accompagnando due allievi in addestramento. Sono stati proprio i due studenti ad accorgersi che l’uomo si trovava in evidente stato di difficoltà durante l’immersione. Seguendo correttamente i protocolli di sicurezza, i subacquei sono risaliti immediatamente in superficie per lanciare l’allarme.
Il Joint Rescue Coordination Center (JRCC) ha ricevuto la segnalazione di emergenza alle 9:40, attivando istantaneamente la Port & Marine Police. Una motovedetta veloce è stata inviata sul sito dell’immersione per recuperare il subacqueo. Una volta portato a riva, l’uomo è stato trasferito d’urgenza in ambulanza al General Hospital di Larnaca, dove purtroppo i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso al momento dell’arrivo.
Aperta un’indagine sulle cause del decesso
Le autorità di polizia hanno avviato un’indagine formale per determinare le esatte circostanze che hanno portato alla morte dell’istruttore. Al momento, non sono state rilasciate informazioni ufficiali sulla natura del malore o su eventuali guasti tecnici all’attrezzatura.
Lo Zenobia, un traghetto svedese di 172 metri affondato nel 1980, è considerato uno dei migliori siti d’immersione su relitto a livello globale. Con una profondità che varia dai 16 metri della fiancata superiore fino ai 42 metri del fondale, il sito richiede sempre grande attenzione e professionalità, doti che alla vittima, istruttore di lunga data, non mancavano. Questo tragico incidente riaccende i riflettori sulla sicurezza durante le attività didattiche in siti di tale importanza tecnica.


