Dagli abissi raggiunti dal sommergibile Alvin ai segreti del transatlantico Andrea Doria, il Boston Sea Rovers Symposium si conferma il cuore pulsante della community subacquea internazionale. Un’edizione ricca di anteprime cinematografiche, ma anche di storie umane profonde che riemergono dalle profondità.
Un crocevia per gli amanti del blu
Per chi vive di esplorazione subacquea — che si tratti di barriere coralline, relitti leggendari o misteriose grotte — l’International Ocean Symposium and Film Festival dei Boston Sea Rovers è una tappa obbligatoria. L’edizione di quest’anno, organizzata interamente da volontari presso il Doubletree by Hilton Hotel Boston North Shore, ha offerto un programma densissimo: due giorni di sessioni dedicate alla sicurezza in immersione, alla biologia marina e all’esplorazione di miniere allagate.
Dal sommergibile Alvin ai segreti dei polpi
Il simposio ha saputo coniugare tecnologia d’avanguardia e divulgazione scientifica. Bruce Strickrott, del Woods Hole Oceanographic Institution, ha affascinato la platea illustrando le capacità del celebre sommergibile da ricerca Alvin. Di segno opposto, ma altrettanto magnetico, l’intervento del biologo Roger Hanlon, che ha svelato i complessi comportamenti riproduttivi dei polpi. Si è parlato anche di futuro ambientale, discutendo il progetto di trasformare lo storico transatlantico SS United States nel reef artificiale più grande del mondo.
Il grande schermo racconta gli oceani
Il Film Festival ha regalato immagini subacquee di rara bellezza. Howard e Michelle Hall hanno presentato estratti del loro film Dark Waters, anticipando i nuovi progetti The Ocean at Night e Spaghetti. Jeff Hester ha condiviso sequenze tratte dal documentario BBC Parenthood, mentre Annie Crawley ha portato l’attenzione sulla protezione degli squali con The Island of the Shark: Guardians of Malpelo.
L’importanza della conservazione è stata ribadita da David Herasimtschuk, focalizzato sugli ecosistemi fluviali, e da Erick Higuera, che nel suo progetto The Cultural Apex: Science And Storytelling ha mostrato riprese spettacolari di orche a caccia di mante Mobula e delfini. Infine, Cristian Dimitrius — premiato nel 2024 come Diver of the Year — ha emozionato il pubblico con riprese di immersioni sotto il ghiaccio accompagnate da musica dal vivo.
Il tributo a Joe Mazraani e il ritrovamento del Seiner
Il momento più toccante del weekend è stato il conferimento postumo del premio Diver of the Year 2026 a Joe Mazraani, l’esploratore scomparso il 29 luglio 2025 durante un’immersione su un relitto al largo di George Bank. In suo onore è stata allestita una mostra speciale che ha commemorato anche il 70° anniversario dell’affondamento dell’Andrea Doria, pietra miliare della subacquea tecnica nel Nord Atlantico.
Jennifer Sellitti, compagna di vita e di immersioni di Mazraani, ha presentato un intervento intitolato Finding Closure, raccontando la scoperta del peschereccio a vapore Seiner, risalente alla Prima Guerra Mondiale. Il relitto, individuato dal team di Mazraani nel 2022 e identificato ufficialmente solo pochi giorni prima della sua morte, ha permesso di dare risposte attese da quasi un secolo alla famiglia di John Hann, un marinaio disperso nel naufragio. L’incontro tra i ricercatori e i discendenti di Hann ha segnato un momento di profonda guarigione storica.
Spazio ai giovani e appuntamento al 2027
Oltre alla storia e alla scienza, l’evento ha guardato alle nuove generazioni con il Family Day, la fiera del lavoro Careers in the Marine Sector (COMS) e un curioso laboratorio di origami acquatici. Un successo che conferma la vitalità di questa community e dà appuntamento alla prossima edizione, già programmata per il 13 e 14 marzo 2027.


